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Interviste alle aziende partecipanti ad Italian Excellence Dubai

Intervista ad Andrea Veca di Zielfinanz s.r.o

“Andrea, potresti parlarci della tua azienda?”

Veca : “E’ una Società che opera in diversi settori, dai servizi finanziari al trading di prodotti manifatturieri in Italia di alta qualità, principalmente improntati verso l’export.”

“Oltre ad offrire una serie di servizi, il vostro core business è soprattutto l’internazionalizzazione dei vostri prodotti e partner?”

Veca: “Assolutamente, ci impegniamo a collaborare con delle società italiane storiche e marchi riconosciuti e li guidiamo verso l’internazionalizzazione e verso i mercati che noi riteniamo più prolifici.”

Voi siete un’azienda molto dinamica, molto veloce. Sicuramente perché siete già improntati verso l’export. Ma questa iniziativa cosa vi ha portato di diverso rispetto alle altre volte?

Veca: “Sicuramente quest’esperienza con la Camera ci ha dato un servizio in più,  specialmente fornendoci contatti con partner già pronti a collaborare evitando lungaggini e abbreviando le esplorazioni sui mercati.”

Da 1 a 10 come valutate questa missione?

Veca : Solitamente sono molto severo nei voti, ma un otto pieno sento di darlo. L’organizzazione e le sue tempistiche sono state molto interessanti. Non ci poteva essere occasione migliore, avendo una nuova gamma di prodotti per poterli lanciare e farli debuttare all’estero.

L’evento è stato soddisfacente, abbiamo incontrato nuovi partner, soprattutto per nuovi prodotti che abbiamo iniziato a trattare in questa fase. E’ stato un evento che ci ha permesso di sviluppare nuove gamme di prodotti verso mercati che noi consideriamo principali. Il mercato arabo è quello che noi reputiamo di leadership per l’export dei nostri prodotti. Aver portato nuove idee e aver incontrato partner commerciali già predisposti alla collaborazione è stato molto interessante.”

“Anche voi siete stati molto veloci, perché siete riusciti ad organizzarvi e prepararvi in pochissimo tempo, proprio per questo si capisce la vostra predisposizione verso l’export e la vostra esperienza.
Come ben sapete ora ci sarà lo step due, quindi saper mantenere e rendere stabili tutti i contatti avuti lì. Vi siete già attivati per questo?”

Veca: “Assolutamente si, abbiamo già iniziato lo sviluppo e la radicalizzazione poi sul territorio anche perché l’imprinting di business che ci è stato raccomandato all’interno dell’evento è quello più congruo con quei mercati . Sono dei mercati solidi che richiedono però grandi collaborazioni e una certa stabilità. Noi siamo già in fase avanzata e crediamo di concludere quest’anno con diversi milioni di euro di volume di affari.”

Intervista ad Ernesto Giampino, CEO dell’omonimo salone ed academy ed al suo board

“Ernesto, parlaci della tua azienda”

Giampino: “La mission è quella di far star bene le persone attraverso la professionalità. Perché noi diciamo il tailor made della Bellezza? Attraverso la bellezza si riesce a far star bene le persone Attraverso quelle situazioni dove una persona non si vede bene, non si riconosce, una persona che ha bisogno di un aiuto nel ricercare la propria identità . Tutto questo grazie sia alla parte “basic” del nostro lavoro che è quella di tagliare, colorare i capelli fatto in modo professionale alla quale aggiungiamo anche tutta l’altra branca di quelle persone, sia uomini che donne, che hanno la problematica di non avere i capelli a causa di grande anomalie cutanee, alopecie, ecc.. fino ad arrivare a delle integrazioni con impianti capillari. Quanto ti vedi bene, stai bene con te stesso, quindi la nostra mission è quella di aiutare la forma fisica e psicologica di una persona’”

“Vedi un mercato di riferimento a Dubai?”

Ernesto: “E’ vero si che noi ci occupiamo di formazione, di mettere su quello che è la mia tecnica di taglio che è quello di creare comunicazione interna dei capelli, ma quello dove vogliamo puntare è di lavorare sulle anomalie cutanee, questo perché il futuro della nostra categoria, del nostro settore, è quello di diventare il medico del capello, perché il 90% delle persone hanno delle problematiche, ed è difficile trovare il professionista che le sappia riconoscere e sappia intervenire in modo corretto su queste anomalie. Quindi non solo per l’Italia ma soprattutto per l’estero , c’è stato un ottimo feedback e sensibilità anche da parte loro sulla metodica che trattiamo della fotobiomodulazione quindi dell’ FCHC che abbiamo messo in piedi attraverso questa tecnologia che va a trattare attraverso l’emissione della luce e attraverso quello che l’utilizzo di oli essenziali.’’

Reputate che questa missione sia servita? Reputi di voler continuare questa attività di sviluppo ed espansione nei mercati orientali?

Giampino: ” Io sono sempre stato lungimirante come persona, ho sempre cercato di vedere un po’ oltre a quello che ci si prospettava davanti. E’ stato utile per noi mettersi in gioco in questa esperienza, ed essere stati in grado di trasmettere la nostra passione, ma soprattutto è stato un successo condividere quella che è la nostra missione. Non c’è cosa più bella di trasferire alle altre persone le informazioni e i metodi che usiamo, i quali sono sconosciuti a molti. L’evoluzione delle cose si vedrà, per ora è ancora ad uno stage embrionale. Sicuramente per noi esportare questo argomento è abbastanza complesso già in Italia, figuriamoci per l’estero. L’importante è provarci.”

Abbiamo notato che nonostante tutto lavoravate fino a tarda notte, continuando a modificare i materiali perché sicuramente le aspettative iniziali erano diverse poi vi siete resi conto che si poteva fare/dare di più vedendo il mercato’’

Giampino: ‘’Abbiamo semplicemente voluto cambiare il metodo di comunicazione. Le nostre idee erano chiare sin dall’inizio, ma nella prima giornata ci siamo resi conto di ciò che poteva essere recepito da loro, quindi abbiamo cambiato il linguaggio di come proporci.  Abbiamo dunque modificato la presentazione e ritradotta di notte. Queste sono cose che si fanno quando nella vita si punta al successo poiché quando ami con passione quello che fai, la fatica assume un’altra dimensione’’.

Abbiamo notato che hai le scritte del Dalai Lama, quindi tu vedi il lavoro non solo come tale, ma anche come gratificazione spirituale?

Giampino: ‘ll contatto che instauro con la clientela non è solo lavorativo, infatti quando chiedo un feedback ai clienti loro sostengono di sentirsi a casa, in famiglia. Non è facile sentirsi così a proprio agio in un ambiente di 650mq con 30 dipendenti che lavorano’’.

Pensi di poter trasportare questa visione in paesi con cultura e religione completamente diversa? La vedi come una sfida? ”

Giampino: ‘’La vedo come una soddisfazione. La bravura diventa che in base a chi hai di fronte devi plasmarti per creare la giusta empatia. L’importante è arrivare al cuore’’.

Nespolo: ‘’Abbiamo scoperto per quanto riguarda la parte tricologica che lì c’è un mercato vergine, vuoto e in più scoperto che è una tecnologia solo nostra, che vendiamo solo noi e che non è mai uscita dall’Italia. Non è visibile online la vendiamo solo noi in esclusiva. Quindi oltre all’apparecchiatura c’è la parte del prodotto e della formazione’’.

 

Intervista a Fabio Biondi, Michele e Matteo Poderi e Fabio Costantino, titolari rispettivamente di B.I.Pack imballaggi, Poderi Imballaggi ed M.G.S. Imballaggi

“Quali sono le vostre riflessioni ora che siete rientrati? Le aspettative hanno rispecchiato la realtà?’’

Poderi: “Il viaggio che abbiamo fatto è sicuramente una cosa molto interessante che ci ha affacciati su un’altra realtà, su paesi con usanze e mentalità diverse. Abbiamo scoperto un ambiente forte e con un importante sviluppo e un panorama interessante con cui creare dei business.’’

Trovate che questa iniziativa vi sia servita? Vedete potenzialità? Avete trovato mercati appetibili per il vostro settore?”

Poderi: “Vedo un interessante scambio commerciale con questi territori dato che c’è la presenza di importanti aziende a livello mondiale che fanno produzione di prodotti che noi oltre che trasformare, commercializziamo.”

“Siete fiduciosi negli step successivi? Ritenete passare alla fase due, pensate di spostarvi su questi mercati?’’

Poderi: ‘’Potenziale c’è! Potenziale che deve essere scoperto sul territorio, quindi c’è bisogno che ci avvaliamo della Camera per metterci in contatto con le persone del posto. Siamo interessati a portare avanti trattative con queste realtà.’’

“Come ritenete la missione che è stata fatta? Da 1 a 10 positiva o negativa?’’

Costantino: “Missione assolutamente positiva per più aspetti, anzitutto conoscitivo, di un mondo che tra virgolette per noi è completamente sconosciuto, ma di cui ne abbiamo avuto un piccolo assaggio.’’

“Pensate di avere una fetta di mercato negli Emirati Arabi?”

Biondi: ‘’Sicuramente c’è una fetta, ma bisogna individuare qual è la strada più giusta da intraprendere. Sicuramente un’esperienza positiva, anzi più che positiva, perché fuori dal nostro territorio c’è una realtà totalmente diversa, in fase di sviluppo progressivo, cosa che al momento per quanto mi riguarda non conoscevo assolutamente. Ripeto, è stata un’esperienza positiva perché abbiamo aperto gli occhi su mercati e realtà in fase di sviluppo decisamente più performanti rispetto alla staticità del nostro paese che ultimamente ha ingranaggi decisamente complicati.

Maggiore entusiasmo è dato dal fatto di avere una struttura come la vostra che ci permette di affrontare questo progetto, questa esperienza, in maniera più lineare, più tranquilla e più completa a livello sia burocratico che di inserimento nel territorio.’’

Intervista a Giorgio Candido, presidente di Consorzio011.

Qual è il settore di riferimento della vostra azienda e che opportunità vi ha dato il mercato di Dubai?

Candido: “Il consorzio zero undici si occupa di logistica principalmente come partner di corrieri. Direi che questo mercato può avere grandi potenzialità: abbiamo avuto meeting di rilievo con la DHL, con sede a Dubai, con RHS logistics, Emirates logistics llc e l’esponente della freezone di Jebel Ali Faisal Jassem.”

” Le vostre aspettative sono state soddisfatte? “

Candido: “Certamente si e anzi non pensavano di trovare un mercato, forse sin troppo grande per le nostre dimensioni, ma che ha trovato un equilibrio grazie all’aiuto della CCIRC che ci accompagnerà anche per lo step successivo.”

“Come reputi questa esperienza?”

Candido: “Molto positiva specialmente nel contatto con aziende che si occupano di logistica, con le quali abbiamo gettato le basi per attuare sinergie e collaborazioni durature.
Abbiamo quindi tratto la convinzione che il mercato di Dubai può essere per noi una grande opportunità non solo di contatto, ma di rilancio della nostra attività a livello internazionale.”